Guardiamo il lavoro com’è.
Partiamo da casi reali e da chi gestisce le eccezioni. Non solo da come il processo dovrebbe funzionare.
Da qui esce una mappa del problema.
Ci servono esempi e persone, non un capitolato perfetto.
Sul problema, sul risultato e su come riconoscerlo. Il metodo serve a questo: rendere le scelte comprensibili, anche a chi non è tecnico.
Partiamo da casi reali e da chi gestisce le eccezioni. Non solo da come il processo dovrebbe funzionare.
Da qui esce una mappa del problema.
Ci servono esempi e persone, non un capitolato perfetto.
Concordiamo una priorità e lasciamo esplicitamente fuori il resto. Obiettivi e vincoli guidano il perimetro.
Da qui esce un primo incarico definito.
Cosa facciamo, cosa no e come lo verifichiamo.
Un prototipo rende concrete le ipotesi. Chi lo userà può dirci dove funziona e dove manca qualcosa.
Da qui esce una direzione verificata.
Un prototipo non è ancora il prodotto finito.
Sviluppiamo ciò che abbiamo concordato, prepariamo il rilascio e decidiamo le evoluzioni sulla base dell’utilizzo.
Da qui esce un sistema utilizzabile.
Assistenza ed evoluzioni si definiscono nel perimetro del progetto.
Se durante il lavoro cambia un’ipotesi, ne parliamo. La roadmap è uno strumento, non una promessa da difendere a ogni costo.
Condividi il problema da verificare prima di investire.